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Gestosi - Preeclampsia

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Riscontro, dopo la 20a settimana, in donne precedentemente normotese e non proteinuriche, di ipertensione (vedi scheda ipertensione), proteinuria (≥ 0,3 g/24h) e/o alterazioni associate. Generalmente reversibile in puerperio entro 6-12 settimane. La preeclampsia ha un’incidenza di circa 5-8%.

  • Alterazioni associate alla preeclampsia:
  • Trombocitopenia, aumento LDH, presenza XDP
  • Ipertransaminasemia, iperbilirubinemia, iperuricemia, ipercreatininemia
  • Dolore epigastrico
  • Disturbi visivi, cefalea persistente, iperreflessia
  • Edema polmonare
  • IUGR asimmetrico.

Andamento in gravidanza: 

La sindrome preeclamptica è tanto più grave quanto più precoce è l’epoca di insorgenza, è progressiva e necessita frequentemente di ospedalizzazione.

Gestione in gravidanza: 

Obiettivo della terapia è prevenire complicanze gravi e potenzialmente letali; la preeclampsia non complicata, infatti, è reversibile ed inizia a risolversi spontaneamente dopo il parto. 

In assenza di complicanze materne e/o fetali, che richiedano l’immediata interruzione della gravidanza, il fattore più importante per la decisione terapeutica è l’epoca gestazionale.

L’espletamento del parto è sempre il trattamento appropriato per la madre, mentre può non esserlo per il feto in epoche gestazionali precoci. Ogni trattamento conservativo della preeclampsia deve quindi avere come obiettivo la riduzione della mortalità e morbilità perinatale, nel rispetto prioritario della salute materna. 

Nelle epoche gestazionali precoci, l’obiettivo del trattamento conservativo è il tentativo di raggiungere la maturità fetale (in particolare la maturazione respiratoria), tenendo sotto costante e attento controllo le condizioni cliniche materne.

Il controllo farmacologico dell’ipertensione permette di evitare complicanze materne direttamente correlate con i valori pressori, quali il distacco di placenta, l’insufficienza cardiaca e l’emorragia cerebrale materna, ma non è in grado di modificare la progressione della malattia. 

 

PROFILASSI

  • Aspirina: secondo le Linee Guida AIPE l’utilizzo di basse dosi di aspirina come prevenzione della preeclampsia è attualmente indicato solo nelle pazienti definite ad alto rischio (anamnesi ostetrica di preeclampsia e/o IUGR ad esordio precoce e severo, ovvero prima della 34ª settimana). Il dosaggio consigliato non dovrebbe essere inferiore a 100 mg e l’epoca gestazionale ideale per l’inizio della profilassi dovrebbe essere sicuramente prima della 20a settimana, probabilmente alla 12a settimana.
  • Eparina: non vi sono evidenze cliniche sull’efficacia della profilassi con eparina per la prevenzione della preeclampsia; anche nelle gravide con trombofilia accertata tale terapia è ancora in discussione.
  • Calcio: nelle donne con normale apporto dietetico di calcio la supplementazione non porta alcun beneficio, ma potrebbe essere utile soltanto nelle popolazioni a basso regime dietetico (< 900 mg/die) e a dosi superiori a 2000 mg/die.
  • Acidi grassi polinsaturi e antiossidanti: una revisione “Cochrane” e un  trial multicentrico europeo non hanno dimostrato alcun effetto preventivo nei confronti della preeclampsia e dell’ipertensione indotta dalla gravidanza.

Revisione scientifica: 

15/02/2013
Youtube AIFA