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Disturbi depressivi

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I disturbi depressivi (Disturbo Depressivo Maggiore e Distimia) rientrano tra i disturbi dell’umore. Insorgono di solito in età fertile, tra i 20 ed i 40 anni di età. Sono caratterizzati dalla presenza di uno o più episodi di depressione in assenza di episodi maniacali. È stato stimato che la prevalenza dei disturbi depressivi sia pari a circa 8-10% in corso di gravidanza e che circa il 13% delle donne soffrano di tali disturbi durante l’anno successivo il parto. La depressione post-parto è più frequente in adolescenti, madri di neonati prematuri, donne che risiedono in aree urbane e con basso livello socio-economico.

Andamento in gravidanza: 

I disturbi dell’umore sono patologie caratterizzate da alterazioni biochimiche cerebrali e le modificazioni ormonali che si verificano in gravidanza possono predisporre allo sviluppo di tali sintomi.Studi recenti hanno evidenziato che non vi è un miglioramento in corso di gravidanza della sintomatologia e la sospensione della terapia si associa a ricaduta clinica con frequenza paragonabile a quella delle donne non in gravidanza.Il puerperio presenta un elevato tasso di riacutizzazioni (e di ospedalizzazioni).

Gestione in gravidanza: 

La gestione della gravidanza di donne con disturbi dell’umore è complessa e necessita di un approccio multidisciplinare (psichiatra, ginecologo, teratologo, genetista, neonatologo, pediatra).La terapia dei disturbi dell’umore in gravidanza è fondamentale in quanto, se non trattati, si associano a complicanze materne e fetali. La depressione non trattata può determinare scarsa nutrizione (in parte dovuta alla riduzione dell’appetito), abuso di alcool, ideazione suicidaria e si associa ad una maggiore incidenza di parto prematuro, basso peso alla nascita e disturbi neuro-comportamentali. Inoltre le pazienti depresse spesso non manifestano una adeguata attenzione e cura di se stesse, della gravidanza e del neonato.Il trattamento dei disturbi dell’umore si basa sulla terapia farmacologica e la psicoterapia.La terapia farmacologica deve essere costantemente monitorata, in quanto la gravidanza determina significative variazioni nella farmacocinetica dei farmaci (assorbimento, distribuzione ed eliminazione) e di conseguenza variazioni della loro concentrazione plasmatica, talora clinicamente rilevanti.Se si rende necessaria la modificazione della terapia in corso di gravidanza è indicata una stretta osservazione clinica.

Revisione scientifica: 

25/09/2015
Youtube AIFA