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Venlafaxina

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Farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi SNRI (Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina). Utilizzato prevalentemente nella terapia di disturbi depressivi e di altri disturbi psichiatrici. Ha un’emivita di eliminazione di circa 5 ore ed il suo metabolita attivo (O-desmetilvenlafaxina) di circa 11 ore; passa la barriera placentare.

Gravidanza: 

1° Trimestre

In generale, gli studi disponibili non segnalano un aumento, rispetto all’atteso, di malformazioni congenite in caso di assunzione di Venlafaxina alle dosi consigliate. Sono necessari ulteriori studi di conferma.

Le segnalazioni di altre malformazioni in case report e studi su piccoli campioni di donne sono da considerare aneddotiche in quanto non presentano un pattern specifico e non sono state confermate dagli studi epidemiologici successivi.

 

2°-3° Trimestre

L’assunzione prolungata di Venlafaxina nel terzo trimestre ed in prossimità del parto può determinare rallentata crescita fetale e, alla nascita, basso peso, problemi di adattamento e sintomi di astinenza (tra cui tremori, irritabilità, disturbi del sonno, sindrome da distress respiratorio, ipoglicemia) di solito transitori.

Sebbene non vi siano segnalazioni per esposizioni a Venlafaxina, non è possibile escludere una eventuale associazione tra la sua assunzione, nell’ultimo periodo di gravidanza, e ipertensione polmonare neonatale persistente (PPHN) in quanto tale complicanza è stata descritta per esposizione a farmaci appartenenti alla classe SSRI, con cui la Venlafaxina condivide simili meccanismi d’azione.

Allattamento: 

La Venlafaxina ed il suo metabolita O-desmetilvenlafaxina passano nel latte materno. I limitati dati disponibili non segnalano significativi effetti collaterali nei neonati allattati al seno. Considerata la ridotta casistica disponibile è necessario valutare attentamente se allattare al seno durante la terapia con tale farmaco. In caso di assunzione, vanno monitorati con attenzione eventuali effetti collaterali sul neonato (es: sedazione, alterata suzione).

Revisione scientifica: 

Domenica, 16 Agosto, 2015

Patologie associate: 

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