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Paroxetina

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Farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina). Utilizzato prevalentemente nella terapia di disturbi depressivi e di altri disturbi psichiatrici. Ha un’emivita di eliminazione di 15-21 ore; passa la barriera placentare. Disponibile in Italia dal 1992. 

Gravidanza: 

1° Trimestre

I dati disponibili sull’uso di Paroxetina in gravidanza sono controversi; sebbene diversi studi non evidenzino in generale un aumento, rispetto all’atteso, del rischio di malformazioni congenite in caso di assunzione di tale farmaco alle dosi consigliate, altre pubblicazioni segnalano un lieve incremento nel rischio di difetti cardiaci, maggiore rispetto a quello osservato per esposizione ad altri farmaci SSRI. 

Le sporadiche segnalazioni di altre malformazioni in case report sono da considerare aneddotiche in quanto non presentano un pattern specifico e non sono state confermate dagli studi successivi.

 

2°-3° Trimestre

L'assunzione di farmaci SSRI nel secondo trimestre di gravidanza è stato correlato con un rischio aumentato di preeclampsia. Tale segnalazione è ancora in fase di studio sia per i possibili fattori confondenti sia per la numerosità del campione studiato.

L’assunzione prolungata di antidepressivi SSRI nel terzo trimestre ed in prossimità del parto può determinare rallentata crescita fetale e, alla nascita, basso peso, problemi di adattamento e sintomi di astinenza (tra cui tremori, irritabilità, disturbi del sonno, sindrome da distress respiratorio, ipoglicemia) di solito transitori.

Non è ancora confermata la possibile associazione tra assunzione materna di farmaci SSRI nell’ultimo periodo di gravidanza ed ipertensione polmonare neonatale persistente (PPHN). Gli studi sono concordi che comunque il rischio sarebbe minimo.

Gli studi sugli effetti dell’esposizione in gravidanza a SSRI sullo sviluppo psico-motorio e cognitivo  nel bambino sono rassicuranti ma basati su piccoli campioni, mentre non è ancora definito il rischio di anomalie comportamentali. Sono necessari ulteriori studi prospettici a lungo termine che tengano conto anche dei fattori confondenti.

Allattamento: 

La Paroxetina passa nel latte materno. I limitati dati disponibili non segnalano significativi effetti collaterali nei neonati allattati al seno. Se necessaria, l’assunzione materna di Paroxetina, in monoterapia ed alle dosi consigliate, è possibile in corso di allattamento. Vanno monitorati con attenzione eventuali effetti collaterali sul neonato (es: sedazione, alterata suzione).

Revisione scientifica: 

Domenica, 16 Agosto, 2015

Patologie associate: 

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