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Coriamniosite

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Una delle condizioni di maggiore interesse in ambito ostetrico è la Corioamniosite. 

Il quadro clinico comprende febbre, tachicardia materno-fetale, dolore o tensione addominali, comparsa di contrazioni uterine, associate a un incremento della proteina C reattiva (PCR) ed altri indicatori di infiammazione, anche se questi parametri spesso si alterano dopo che l’infezione si è già instaurata. 

Nei casi in cui venga sospettata una Corioamniosite o ci siano fattori predisponenti, quali la rottura prematura delle membrane, è importante monitorare gli indici di flogosi (PCR, leucociti, temperatura corporea materna) in quanto questa gravissima patologia può associarsi a rischi fetali quali la prematurità e la contaminazione del sacco gestazionale nonché a complicanze materne quali la sepsi generalizzata. 

Segni clinici di sepsi comprendono: febbre, ipotermia, tachicardia, tachipnea, ipossia, ipotensione, oliguria, alterazione della coscienza e mancata risposta al trattamento. 

Questi segni, compresi l’iperpiressia, non sempre sono presenti in concomitanza e non sono necessariamente correlati alla gravità della sepsi.

Gestione in gravidanza: 

Nel caso in cui si sospetti una corioamniosite, è indicata l’ospedalizzazione, un accurato monitoraggio clinico-terapeutico e, se necessario, l’espletamento tempestivo del parto per via vaginale o tramite taglio cesareo, a seconda del quadro ostetrico e dell’età gestazionale.

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