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Citalopram

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Farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina). Utilizzato prevalentemente nella terapia di disturbi depressivi e d’ansia. Ha un’emivita di eliminazione di circa 35 ore. Commercializzato in Italia dal 1994.

Gravidanza: 

1° Trimestre      

In generale, gli studi disponibili non segnalano un aumento, rispetto all’atteso, di malformazioni congenite in caso di assunzione di Citalopram o più in generale di farmaci appartenenti alla classe degli SSRI, alle dosi consigliate. Il possibile incremento del rischio di difetti cardiaci, soprattutto del setto e dell'efflusso del ventricolo destro, è ancora in discussione in quanto in letteratura vi sono segnalazioni contrastanti. Recenti studi epidemiologici suggeriscono che il rischio sia minimo.

Le sporadiche segnalazioni di altre malformazioni in case report sono da considerare aneddotiche in quanto non presentano un pattern specifico e non sono state confermate dagli studi successivi.

2°-3° Trimestre

L'assunzione di farmaci SSRI nel secondo trimestre di gravidanza è stata correlata con un rischio aumentato di preeclampsia. Tale segnalazione è ancora in fase di studio sia per i possibili fattori confondenti sia per la numerosità del campione studiato.

L’assunzione prolungata di antidepressivi SSRI nel terzo trimestre ed in prossimità del parto può determinare rallentata crescita fetale e, alla nascita, basso peso, problemi di adattamento e sintomi di astinenza (tra cui tremori, irritabilità, disturbi del sonno, sindrome da distress respiratorio, ipoglicemia) di solito transitori.

Non è ancora confermata la possibile associazione tra assunzione materna di farmaci SSRI nell’ultimo periodo di gravidanza ed ipertensione polmonare neonatale persistente (PPHN). Gli studi sono concordi che comunque il rischio sarebbe minimo.

Gli studi sugli effetti dell’esposizione in gravidanza a SSRI sullo sviluppo psico-motorio e cognitivo nel bambino sono rassicuranti ma basati su piccoli campioni, mentre non è ancora definito il rischio di anomalie comportamentali. Sono necessari ulteriori studi prospettici a lungo termine che tengano conto anche dei fattori confondenti.

 

Allattamento: 

Passa nel latte materno. Se necessaria, l’assunzione materna di Citalopram, in monoterapia ed alle dosi consigliate, è possibile in corso di allattamento. Vanno monitorati con attenzione eventuali effetti collaterali sul neonato (es: sedazione, alterata suzione).

Revisione scientifica: 

Giovedì, 6 Agosto, 2015

Patologie associate: 

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