Tu sei qui

Farmacocinetica in gravidanza

Versione stampabileversione PDF

È la parte della farmacologia che studia i processi di Assorbimento, Distribuzione, Metabolismo, Escrezione (ADME) dei farmaci.

È fondamentale quando si valuta il possibile effetto teratogeno di un farmaco, in quanto l’azione del farmaco è dipendente, oltre che dal meccanismo biologico che produce, dalla quantità che raggiunge l’embrione/feto e che è dipendente dall’assorbimento, dalla biodisponibilità, dai metaboliti che vengono prodotti, dal passaggio transplacentare, dal tempo e vie di eliminazione.

L’ASSORBIMENTO di un farmaco è funzione della via di somministrazione, della dose, della liposolubilità. 

Nel corso della gravidanza vi sono alcune modificazioni fisiologiche che possono variare il tempo di svuotamento gastrico, il transito intestinale, il volume plasmatico, il metabolismo epatico, la filtrazione renale, il legame proteico con conseguente modificazioni dell’assorbimento dei farmaci. 

Talora complicazioni, quali nausea e vomito, possono determinare cambiamenti delle modalità di assunzione del farmaco (via topica/parenterale al posto di via orale), con conseguente modifica dell’assorbimento.

La BIODISPONIBILITÀ è la quantità di farmaco che, dopo somministrazione orale/topica, raggiunge la circolazione sistemica.

La DISTRIBUZIONE si modifica nel corso della gravidanza in quanto il volume plasmatico aumenta e di conseguenza la gittata cardiaca e la perfusione renale. Ne consegue, per alcuni farmaci, una diluizione e una aumentata clearance.

Il METABOLISMO epatico si modifica in corso di gravidanza in quanto gli ormoni (in particolare progesterone ed estrogeni) agiscono sull’attività di enzimi della famiglia CYP. È stato dimostrato, ad esempio, che l’attività metabolica di CYP3A4 (responsabile del metabolismo di circa il 40% dei farmaci), di CYP2D6 (metabolizza numerosi farmaci antidepressivi), di UGT sono aumentati in gravidanza. Altri enzimi, quali CYP1A2 e CYP2C19, sono invece inibiti. È pertanto necessaria in alcuni casi una modifica della dose terapeutica. A queste variazioni si aggiunge inoltre l’attività metabolica svolta dall’unità feto-placentare.

Un nuovo e importante aspetto nell’ambito dei metabolismo dei farmaci sia nella madre che nel neonato è quello della Farmacogenetica, un ramo delle genetica in rapida evoluzione; infatti alcuni polimorfismi dei geni che codificano gli enzimi che metabolizzano i farmaci nei diversi organi, (ad esempio il complesso enzimatico P450 nel fegato) possono determinare notevoli variazioni di azione, tra cui l’assorbimento e la concentrazione e quindi l’efficacia e/o gli effetti collaterali da persona a persona.

L’ELIMINAZIONE per via renale è aumentata dal terzo mese di gravidanza come conseguenza dell’aumentata filtrazione glomerulare.

Particolare attenzione negli ultimi anni è stata posta alla TDM (Therapeutic drug monitoring o monitoraggio terapeutico del farmaco) specie in gravidanza. 

In questo periodo, in particolare in caso di patologia materna cronica, è importante valutare la terapia farmacologica più efficace per la paziente, più sicura in base ai dati della letteratura e dell’esperienza clinica, al più basso dosaggio efficace e, se possibile, in monoterapia e va inoltre ricordato che in gravidanza possono variare le concentrazioni plasmatiche libere dei farmaci e quindi la loro efficacia terapeutica e tale effetto è caratterizzato da notevoli variazioni individuali.

La TDM può essere valutata a priori con informazioni anamnestiche e cliniche, di farmacogenetica e di popolazione o a posteriori valutando la concentrazione materna plasmatica del farmaco e/o specifici marcatori.

La valutazione della concentrazione materna del farmaco assunto può definire il corretto range terapeutico, evitando un possibile ipo o iperdosaggio o una eventuale tossicità, limitando così outcome negativi sia materni che fetali specie in caso di farmaci antiretrovirali, antidepressivi e antiepilettici.