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Farmaci utilizzati in caso di procreazione medicalmente assistita

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Negli ultimi decenni vari fattori di tipo ambientale e sociale hanno condotto ad un cambiamento dello stile di vita che si ripercuote anche sulla ricerca di una gravidanza. Inoltre l’aumento di incidenza di patologie che inducono sterilità quali per esempio l’endometriosi, patologie autoimmunitarie, la menopausa precoce, inquinanti ambientali hanno condotto allo sviluppo di tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) in grado di dare maggiori possibilità di gravidanza alle coppie infertili.

La PMA richiede l’utilizzo di farmaci che inducono a livello ovarico lo sviluppo e la maturazione di un alto numero di follicoli, così da massimizzare le chances di successo della fertilizzazione; i farmaci utilizzati a questo scopo sono Gonadotropine, Agonisti del GnRH e Antagonisti del GnRH.

I rischi e le complicanze legati a queste tecniche non sono del tutto chiariti e sono le coppie stesse a fare molte domande in merito ad eventuali effetti collaterali a breve e lungo termine sia per la donna che per il prodotto del concepimento.

Tra i rischi più conosciuti riveste un ruolo di primo piano la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica, una complicanza iatrogena che può derivare dalla PMA, caratterizzata da un ingrandimento delle ovaie e formazione di edema.

Le forme lievi e generalmente anche le forme moderate non necessitano di ricovero e possono essere gestite al domicilio della paziente. Vanno raccomandati tuttavia alla paziente riposo assoluto (per evitare traumi o torsioni ovariche), controllo quotidiano del peso corporeo, della circonferenza addominale, della diuresi; l’infusione di liquidi è fondamentale per sorreggere il circolo.

Le forme severe vanno sempre ospedalizzate per poter sottoporre la paziente a stretto monitoraggio e per eventuali provvedimenti terapeutici se l’ematocrito eguaglia o supera il 45% o supera del 25%-30% i valori basali oppure in presenza di ascite anche solo ecograficamente evidenziata.

È importante monitorizzare ogni 24/48 ore l'emocromo, gli elettroliti, la funzionalità epatica e renale, la coagulazione, la protidemia e l'albuminemia. Importante é anche eseguire il bilancio idrico. Lo scopo della terapia è il mantenimento del volume intravascolare per prevenire le complicanze da ipovolemia e da emoconcentrazione. 

Un altro aspetto da considerare è la possibilità di gravidanze multiple legata all’utilizzo di tecniche di procreazione assistita

Queste evenienze sono dovute al fatto che vengono trasferiti più di un embrione ad ogni ciclo di trattamento per garantire una più alta percentuale di successo. Va considerato il fatto che la gravidanza multipla é legata ad una probabilità maggiore di sviluppare complicanze sia durante la gravidanza che alla nascita. La frequenza e la gravità di queste complicanze aumentano con il numero dei feti. Esiste infatti una maggiore possibilità di sviluppare complicanze quali minaccia d’aborto, emorragia nel terzo trimestre, minaccia di parto prematuro, preeclampsia. Frequenti sono la prematurità, il distress respiratorio neonatale e il basso peso alla nascita con le relative conseguenze organiche e funzionali.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

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